Dal vero
Serao, Matilde, 1865-1927
Italian
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available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)
MATILDE SERAO
DAL VERO
MILANO
CASA EDITRICE SOCIALE
PERUSSA & QUADRIO
Via Bocchetto, 3.
1879.
DAL VERO
MATILDE SERAO
DAL VERO
MILANO,
CASA EDITRICE SOCIALE
PERUSSIA & QUADRIO,
Via Bocchetto, 3.
1879.
Proprietà letteraria della Casa Editrice.
Tip. Milanese, C.^a A. GIULIANI--Via Larga, 35-37.
A ROCCO DE ZERBI.
_Egregio amico,_
A me, ignota ancora, voi apriste generosamente le colonne del vostro
giornale; nella breve e modesta via letteraria che ho percorsa mi
foste prodigo d'incoraggiamenti. Permettete che ve ne ringrazi, ancora
una volta, offrendovi questo libro.
MATILDE SERAO.
Napoli, Giugno 1879.
FANCIULLO BIONDO.
A Mimì.
Di certo il fanciullo era bellissimo. Aveva gli occhi grandi ed
azzurri, ma di quell'azzurro vero, leale che non diventa mai nero di
sera; il bianco della cornea era anche irradiato da una tinta
bluastra, cosa che faceva sembrare anche più grande la pupilla: i lumi
della sala, riflettendosi in quegli occhi azzurri, vi accendevano una
stella luccicante, una sola. Poi era biondo; non tendente al giallo,
come la Gioconda di Leonardo da Vinci, nè al fulvo, come la Maddalena
del Tiziano, e nemmeno come dovette essere biondo il danese Amleto:
quei capelli erano fini, lucidi, biondi e dolci alla vista, riposavano
lo sguardo stanco da tante teste sfrontatamente brune. Quella testina
originale, dal profilo abbozzato, dai lineamenti puri, dalla fronte
serena, attirava il mio sguardo.
* *
*
La commedia quella sera mi annoiava, gli attori strillavano, io non
avevo il programma e non ci capivo nulla. In palco, con noi, vi era un
medico, ma uno di quelli moderni, che sono prima filosofi, poi
fisiologi, poi medici: un materialista calmo e feroce, che in tre
parole distruggeva l'amore, l'anima, l'immortalità, riducendoli a
questioni di nervi. Di Dio non discorreva più; lo aveva ammazzato da
un pezzo. Io, fosse conseguenza di una giornata triste ed uggiosa,
dipendesse dalla lettura di un libro stupido, o venisse dal dispetto
di non aver ritrovata la catenina del mio braccialetto, mi sentivo
disposta all'idealismo e quindi a contraddire aspramente il dottore.
Per questo, preferii guardare attorno.
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