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Nel paese dei dollari - Tre anni a New-York

Rossi, Adolfo, 1857-1921

Italian



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Below is a summary of Nel paese dei dollari - Tre anni a New-York








ADOLFO ROSSI

NEL PAESE DEI DOLLARI

(Tre anni a New-York)



_IN APPENDICE_:

ALBERTO MARIO A NEW-YORK




MILANO

MAX KANTOROWICZ, Editore

VIA ALESSANDRO MANZONI, 5 1893



Proprietà letteraria riservata

Tipografia degli Operai (Soc. coop.)--Corso Vitt. Em., 12-14-16







Nel libro _Un italiano in America,_ pubblicato nel 1892 dai fratelli
Treves, dopo aver raccontato i viaggi e i casi occorsi ad un ragazzo
spensierato, che ero io, prima sulla costa atlantica e poi nel lontano
ovest nord-americano, narravo come fossi stato invitato a tornare a
New-York per assumere la direzione del _Progresso Italo-Americano_.

E chiudevo il volume con queste parole:

«Feci le valigie, presi il treno quel giorno medesimo e tornai alla
metropoli dove mi fermai più di tre anni, fino a quando, cioè, la
nostalgia mi richiamò in patria.

«Di quegli ultimi miei tre anni d'America molte cose avrei da dire; ma
il racconto è già diventato troppo lungo, e sarà bene, per non abusare
della pazienza dei lettori, troncarlo qui. Parlerò forse in un altro
libro della vita giornalistica americana e delle impressioni che si
provano tornando in Italia dopo aver vissuto per qualche anno negli
Stati Uniti.»

Le pagine che seguono sono appunto i ricordi di quell'ultimo triennio
passato nell'isola di Manhattan su cui sorge New-York.

ADOLFO ROSSI




I.

La forca.


Angelo Cornetta era un povero e ignorante suonatore d'organetto,
nativo di Serre di Persano, in provincia di Salerno, il quale in età
di ventiquattro o venticinque anni era emigrato in America, come fanno
tanti. Sei o sette anni dopo egli conviveva a New-York con una
irlandese che un giorno si ammalò e che prima di morire all'ospedale
lo accusò di averla orribilmente maltrattata.

Non essendo risultato bene dal processo se quella donna era morta di
_whiskey_--il _cognac_ nord-americano--o di bastonate, Cornetta fu
condannato a due anni di reclusione nel penitenziario di Sing-Sing.
Stava scontando la pena quando una mattina attaccò lite con un altro
prigioniero e lo uccise.

Durante il secondo processo io, che dirigevo l'unico giornale italiano
quotidiano esistente allora nell'America del Nord, andai a trovare
Cornetta nel carcere di White Plains, a trenta miglia da New-York,
bello e tranquillo paese circondato da ridenti colline e formato di
casette bianche e di gaie palazzine sepolte nella verdura.

È una strada pittoresca, che si percorre in un'ora coi treni della
_New-York and Harlem R. R._, in prossimità del fiume Hudson, il Reno
d'America; s'incontrano allegri villaggi, s'attraversano boschetti di
pini appiedi dei colli, si respira un'aria purissima.

Introdotto subito nel carcere con quella premura cortese con cui negli
Stati Uniti si ricevono i _reporters_, cominciai col domandare al
detenuto la causa della sua condanna nel penitenziario di Sing-Sing.


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