Beatrice Cenci - Storia del secolo XVI
Guerrazzi, Francesco Domenico, 1804-1873
Italian
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Below is a summary of Beatrice Cenci - Storia del secolo XVI
BEATRICE CÈNCI
STORIA DEL SECOLO XVI
DI
F. D. GUERRAZZI
PISA
A SPESE DELL'EDITORE
1854.
Questa Edizione è posta sotto la tutela delle leggi relative.--Per cui
si avranno per contraffatti quegli Esemplari non muniti della firma
dell'Editore.
_Tip. Vannucchi._
A
MASSIMO CORDERO
MARCHESE DI MONTEZEMOLO, SENATORE DEL REGNO
_Non potendo in altro modo sdebitarmi dell'amicizia, che malgrado
l'asprezza della fortuna e la malignità degli uomini, tu, nobile
veracemente, mi conservasti, questo mio libro intitolo al tuo nome, e
desidero tu lo abbi caro.--Sta sano.
Bastia, 20 novembre 1853
A TORINO.
_Aff.mo Amico_
F.D. GUERRAZZI
INTRODUZIONE
Amoroso ti versa a raccontare
Questa storia di pianto, o pianto mio.
ANFOSSI.
Io quando vidi la immagine della Beatrice Cènci, che la pietosa
tradizione racconta effigiata dai pennelli di Guido Reni, considerando
l'arco della fronte purissimo, gli occhi soavi e la pacata
tranquillità del sembiante divino, meco stesso pensai: ora, come
cotesta forma di angiolo avrebbe potuto contenere anima di demonio? Se
il Creatore manifesta i suoi concetti con la bellezza delle cose
create, accompagnando tanto decoro di volto con tanta nequizia
d'intelligenza non avrebb'egli mentito a se stesso? Dio è forse uomo,
per abbassarsi fino alla menzogna? I Magi di Oriente e i Sofi della
Grecia insegnarono, che Dio favella in lingua di bellezza. La età
ghiacciata tiene coteste dottrine in conto di sogni, piovuti dal cielo
in compagnia delle rose dell'aurora: lo so. Serbi la età ghiacciata i
suoi calcoli, a noi lasci le nostre immagini; serbi il suo
argomentare, che distrugge; a me talenta il palpito che crea. I
pellegrini intelletti illuminano di un tratto di luce i tempi
avvenire; per essi i fati non tengono i pugni chiusi; su l'oceano
dello infinito appuntando gli occhi della mente, scorgono i secoli
lontani come l'alacre pilota segnala il naviglio laggiù in fondo, dove
il mare si smarrisce col firmamento. A questi sogni divini, che cosa
avete sostituito voi, uomini dal cuore arido? La verità, voi dite.
Sia; ma la dottrina di cui ci dissetate è tutta la verità? È ella
eterna, necessaria, invincibile, o piuttosto transeunte e mutabile?
No; le verità che deturpano la creatura non formano la sua sostanza,
del pari che le nuvole non fanno parte del cielo.--O giovani
generazioni, a cui io mi volgo; o care frondi di un albero percosso
dal fulmine, ma non incenerito, Dio vi conceda di credere sempre il
bello ed il buono pensieri nati gemelli dalla sua mente
immortale;--due scintille sfavillate ad un medesimo punto dalla sua
bontà infinita--due vibrazioni uscite dalla stessa corda della lira
eterna, che armonizza il creato.
Così pensando io mi dava a ricercare pei tempi trascorsi: lèssi le
accuse e le difese; confrontai racconti, scritti e memorie; porsi le
orecchie alla tradizione lontana. La tradizione, che quando i Potenti
scrivono la storia della innocenza tradita col sangue, che le trassero
dalle vene, conserva la verità con le lacrime del popolo, e s'insinua
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