Margherita Pusterla - Racconto storico
Cantù, Cesare, 1804-1895
Italian
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Below is a summary of Margherita Pusterla - Racconto storico
CESARE CANTÙ
MARGHERITA PUSTERLA
RACCONTO STORICO
Quarantesima Edizione Milanese con incisioni
MILANO
LIBRERIA DI EDUCAZIONE E D'ISTRUZIONE DI PAOLO CARRARA EDITORE.
Proprietà Letteraria.
L'EDITORE AI LETTORI
Nel 1834 l'autore di questo libro trovavasi nelle prigioni di Stato
dell'Austria. Il suo processante, Paride Zajotti, trentino, era letterato,
e però conscio del tormento che maggiore dar si può ad un letterato,
quel di privarlo di ogni mezzo di leggere e di scrivere. Brutalità tanto
peggiore in quanto, al fine dell'inquisizione, si dovette dichiarare che
non reggevano alla prova neppure gli _indizj_ e i _sospetti_, pei quali era
stato sì lungamente carcerato; e in quanto agli altri detenuti non
letterati si permetteva perfino di abbonarsi a gabinetti di lettura.
In quella atroce solitudine, il Cantù trovò modo di farsi
dell'inchiostro col fumo della candela, penna cogli steccadenti; e su carte
straccie, dategli per altri usi, scrisse il presente romanzo. Egli si
ricordava del fatto in di grosso e dei tempi: gli mancavano i nomi proprj e
le date sicure, talchè i personaggi nacquero con nomi suppositizj,
siccome variarono alcune circostanze di fatto allorchè, sprigionato,
potè limare il suo lavoro, e dopo lunga quarantena alla censura di
Vienna, perchè la censura milanese non credette poterlo ammettere, il
diede alla stampa.
Questi fatti non importano al pubblico, eppure sono tutt'altro che
indifferenti per intendere molte parti del lavoro, nel quale l'autore volle
ritrarre, o forse non volendo, ritrasse i proprj patimenti e le proprie
consolazioni sotto figura altrui, mentre Silvio Pellico aveva in persona
dipinto i suoi.
Bensì è noto con quanto favore fu questo romanzo accolto in Italia, e
tradotto in tutte le culte lingue. Ciò non recherebbe meraviglia,
giacchè è fortuna comune a quasi tutti i libri di tal genere. Ben
importa l'accertare che il successo della _Margherita Pusterla_ si sostenne
dopo il primo bollore; e da quarant'anni va ristampandosi continuamente in
edizioni numerose; prova di meriti intrinseci e letterarj e politici e
morali, indipendenti dalla moda e dalla novità.
Testè uno di quei critici, a cui pute ciò che sa di italiano,
lagnavasi che, in tanti romanzi e drammi nostri, non apparisse un tipo di
donna. Al tempo stesso il barone Niccola Taccone Gallucci, lodato autore
del _Saggio d'Estetica_, in un lavoro sull'_Arte cristiana_ asseriva che
«poeti ed interpreti del perfetto pensiero dell'epoca moderna e della
fede viva, profondi scrutatori degli affetti romantici, sono il Manzoni, il
Cantù ed il Grossi.»
E soggiungeva:
«Il Cantù, che insieme al Manzoni e al Grossi formano il triumvirato,
direi quasi, dell'epoca più prospera della moderna poesia italiana, si
fa a sublimare la beltà del patire con la squisita pittura dell'amore,
della sofferenza, della rassegnazione, della morte della sua Margherita
Pusterla. L'affanno dell'affetto terreno negli ultimi istanti della sua
vita è patetico in quelle parole, che suonano angosciose in ogni cuore:
_Morire! morire così giovane.... e morire innocente!_ Ma nello estremo
quadro del dolore terribile e divinamente malinconico, risalta una morale
leggiadria ed una purità di colorito, che seduce nel martirio anche sul
palco.
«La nobile figura di frate Buonvicino, l'immagine più perfetta
dell'ideale ascetico e cavalleresco, che, collocato accanto alla bella
Margherita, guarda il cielo, e mormora quelle sublimi parole: _Lassù,
sono le speranze che non falliscono mai_, manifesta il generoso carattere,
la fede, l'invincibile fiducia, l'ineffabile amore del Cantù, che arriva
fino all'apogeo dell'ideale doloroso e malinconico, allorchè la faccia
di Margherita, fatta più pallida, si volge anch'ella cogli occhi
lagrimosi al cielo, e si fa santa nel Dio, padre degli infelici,
esclamando: _Signore, la volontà vostra e non la mia_.»[1]
Noi dunque facendo questa 42ª edizione, sotto gli occhi dell'autore,
pensiamo ben meritare della moralità e della letteratura diffondendo un
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